I volontari in comunità. Luci e ombre a confronto.

Domenica 7 Febbraio si è svolto il secondo appuntamento di confronto online tra ecovillaggisti organizzato in seno a Rive, la Rete dei Villaggi Ecologici. 

L'iniziativa è nata su spinta del Consiglio Visione dell'Associazione che ha deciso di rispondere con questa proposta di incontri periodici all'esigenza delle comunità e dei gruppi intenzionali di avere uno spazio di condivisione e sostegno, sulla base delle reciproche esperienze.

Ogni incontro viene focalizzato e organizzato da una delle comunità presenti che, sulla base dei temi emersi nel primo incontro conoscitivo, sceglie un argomento da affrontare insieme.

Questa domenica il tema è stato: Le esperienze con i volontari, aspetti organizzativi a confronto e aspetti emozionali di queste convivenze temporanee

Come la volta scorsa, il clima che si è respirato è stato di grande intimità e trasparenza. 

Nel primo giro le comunità presenti hanno avuto un equo spazio per raccontare la propria realtà organizzativa e molti sono stati gli spunti utili anche ad altri per integrare la propria gestione attuale. Si sono affrontati aspetti tecnici quali la necessità di assicurazione mettendo a confronto varie possibilità (circuiti internazionali come il wwoof, o circuiti privati), le tempistiche utili a integrare i volontari nella realtà comunitaria, la scelta o meno di chiedere un contributo economico soprattutto in relazione alla sostenibilità per l'ecovillaggio di offrire questo tipo di opportunità, le diverse modalità organizzative quotidiane (organizzazione a turni o gestione in auto-responsabilità) e molto altro.

In un secondo giro sono invece stati esplorati gli aspetti emotivi e personali di questo tipo di esperienze. L'ecovillaggio apre la propria casa per offrire un'opportunità di conoscenza e permettere di sperimentare una modalità alternativa di vita, più sostenibile e condivisa, e contemporaneamente venire sostenuto nella propria quotidianità. Questo genera però, necessariamente, un equilibrio che si modifica con ogni esperienza e porta con sé sia luci sia ombre. 

Le luci riguardano – oltre che l'aiuto concreto, a volte su progettualità specifiche – la grande varietà di esperienze con cui si entra in contatto, che permettono di allargare la visione della comunità, grazie al confronto e al feedback che arriva da "occhi nuovi" che osservano il gruppo; la possibilità di instaurare nuove relazioni che – a volte – sfociano in collaborazioni continuative e arricchenti sul lungo termine, fino – nelle migliori prospettive – a incontrare persone che vogliono restare a nutrire il progetto comunitario; l'occasione di "seminare" nei cuori di persone (magari inesperte) l'opportunità di nuovi stili di vita, di allargare gli orizzonti e sperimentare nuove pratiche sociali e relazionali e di portare, anche se per poco, un minimo di formazione e cultura su temi di sostenibilità e buone abitudini ecologiche.

Dall'altro lato della medaglia ci sono anche le criticità. La principale difficoltà emersa e condivisa dai più, ha riguardato la complicazione di trovarsi spesso difronte a un'aspettativa ideale e idilliaca rispetto al concetto di Ecovillaggio, che – nella stragrande maggioranza dei casi – non riesce a trovare congruenza con la realtà. Questa "immaginazione" rispetto a cosa si troverà in una comunità (cosa si farà, come si mangerà, come ci si relazionerà, quanto tempo avrò a disposizione ecc.), pone spesso le basi per un'osservazione critica e poco costruttiva e per una carenza di apertura verso la diversità che ogni comunità porta invece con sé. Rispondere a queste aspettative, o far comprendere la ragione di molte scelte (anche se magari ancora lontane dall'ideale che la stessa comunità desidera raggiungere) risulta spesso un punto critico: difficile trovare lo spazio, il tempo e la disponibilità reciproca per conoscere a fondo la realtà in cui si sta entrando, anche se per poco tempo. 

Su questo tema sono state significative le riflessioni di alcuni ecovillaggisti, che hanno sottolineato l'importanza di avere chiare anche le proprie necessità come comunità, per poter essere trasparenti fin da subito con chi si avvicina e non dare spazio a questo tipo di interpretazioni.

Dopo due ore di chiacchiere, domande, confronti e scambi emozionali, il gruppo ha sentito la necessità di continuare a esplorare questo tema, con maggior focus proprio sugli aspetti relazionali di queste esperienze di scambio. Questo sarà quindi il tema anche del futuro cerchio, che si terrà il 21 febbraio. 

A presto dunque per nuove riflessioni. 

Simona Straforini

Ecovillaggio Tempo di Vivere

Consiglio Visione RIVE

Simona Straforini

Ecovillaggio Tempo di Vivere

Consiglio Visione RIVE

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